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Nella Divina Commedia di Dante, Bernardo di Chiaravalle è un personaggio molto significativo: compare al verso 59 del canto XXXI, nel Paradiso, descritto come un sene - un vecchio - dalle vesti gloriose, cioè adorno come tutte le altre anime di un abito bianco, con gli occhi e le guance soffusi di benigna letizia , e un atteggiamento pietoso, pieno di carità, amorevolmente paterno. Dante conosceva bene San Bernardo, di cui cita il De consideratione nelle sue Epistole (XIII, 80); e sapeva bene quanto il santo fosse stato importante nella rinascita del culto mariano. Proprio per questo, come devoto di Maria e come spirito contemplativo e mistico ardente, Dante lo sceglie come guida nell'ultima parte del suo viaggio. Per innalzarsi alla visione ultima della divinità, ci dice così il poeta, non basta la scienza teologica, ma è necessario possedere ardore contemplativo e soprattutto il soccorso della grazia, da ottenere con l'intercessione della Vergine. Trascriviamo dunque i tre ultimi canti del Paradiso, con un commento e una "traduzione" in prosa del testo che ne rendano più facile e comprensibile la lettura. (Il testo da noi utilizzato è quello di Dante Alighieri - La Divina Commedia, in Letteratura Italiana - Storia e testi, volume 4, Riccardo Ricciardi Editore, Milano-Napoli, 1967, con introduzione e note di Natalino Sapegno)
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