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Una proposta per il recupero urbanistico di Chiaravalle
a cura della Direzione di Progetto Pianificazione Tessuto Urbano del Comune di Milano, architetto Giulia Missaglia

La storia

Proposta per il recupero urbanistico di Chiaravalle 

Risale al XII secolo l'inizio di quell'importante lavoro di bonifica, avviato dai monaci cistercensi, che ha profondamente segnato l'ambiente, trasformando in terreni altamente produttivi aree un tempo paludose. L’opera dei monaci Cistercensi - che proseguì fino all’800 e diede una forte connotazione agricola a quest’ambito -,  e più tardi degli Umiliati, consentì dunque di trasformare quella "terra di acquitrini" in sede di un'agricoltura intensiva e specializzata, grazie alla creazione e allo sfruttamento di una rete di rogge e fontanili per l'irrigazione estesa e grazie anche alla coltura delle marcite. Del sistema delle acque oggi è rimasto in funzione solo il cavo Taverna che attraversa il paese e ne disegna parte dei confini.

Il confronto tra le carte storiche e lo stato di fatto suggerisce come parte dei fabbricati tutt’oggi esistenti possano presumibilmente essere fatti risalire all’epoca della stesura del catasto Teresiano. All’interno del vecchio borgo tra gli edifici più significativi emerge la cascina Grangia (XI sec.) insieme ad altri fabbricati che si possono riconoscere nei catasti delle soglie successive (1866/1877– 1897/1901).

Proposta per il recupero urbanistico di Chiaravalle 

Il Piano Regolatore Albertini disegna una maglia veicolare sovradimensionata rispetto all’esistente e non tiene in considerazione l’edificato storico consentendone addirittura la sostituzione. Nella vasta area tra Piazzale Gabrio Rosa e Rogoredo e verso Chiaravalle viene previsto l’insediamento di un vasto Porto Commerciale, progetto già concepito nel Piano del 1912.  Il P.R.G. del 1953 inquadra l’ambito di Chiaravalle come zona a carattere speciale, ovvero come zona da completare e da coordinare mediante Piano Particolareggiato. Tuttavia l’ambito intorno all’abbazia, anziché indurre una pianificazione controllata  da procedure attuative, ha registrato in questi anni uno sviluppo residenziale con densità di fabbricazione semiestensiva.

Infine sono da ricordare altri interventi significativi nelle immediate vicinanze: la proposta dell’impianto strategico Porto Mare e - in continuità con i piani precedenti nell’area dove è stato realizzato il depuratore - il Porto Commerciale quale sbocco di quello che doveva essere il canale navigabile.

La proposta progettuale

Chiaravalle è nella zona omogenea  B2 14.3 del vigente P.R.G. Le zone omogenee B2 sono zone di recupero (ex L. 457/78) riguardanti aree eterogenee: tessuti degradati di formazione storica, ambiti con degrado igienico-manutentivo, zone miste artigianali, zone interessate da Piani di Zona (ex L.167/62). Sono ambiti non azzonati funzionalmente sul P.R.G. e con possibilità di trasformazione demandate al Piano di Inquadramento Operativo e alla Pianificazione Particolareggiata Esecutiva nel rispetto di dati  quantitativi indicati nell’allegato E delle N.T.A. (Norme Tecniche di Attuazione).

La Direzione di Progetto Pianificazione Tessuto Urbano ha elaborato delle Varianti al P.R.G. per tutte le zone omogenee B2 procedendo dapprima ad uno studio accurato dello stato di fatto e delle problematiche connesse e successivamente - al fine di aggiornare previsioni urbanistiche ormai superate - arrivando a definire: indici edificatori, destinazioni funzionali (in prevalenza residenziale) e modalità attuative, riducendo al minimo il ricorso alla pianificazione.

Proposta per il recupero urbanistico di Chiaravalle 

In questa logica l’ambito di Chiaravalle corrisponde alla nuova zona di recupero R 5.3 ricompresa all’interno della Variante 3 III Gruppo, che sarà inoltrata entro la fine dell’anno e ha già ricevuto i pareri favorevoli di Commissione Edilizia e zona di decentramento.

In considerazione dei valori storici e ambientali riconosciuti a quest’ambito, si è ritenuto opportuno prevedere un adeguato processo di revisione urbanistica comprendendo nella Variante un manufatto di origine agricola e l’ex-sede del Comune di Chiaravalle che, pur non presentando problematiche, di fatto fanno parte integrante del borgo storico.

Le proposte più significative riguardano:

  • l’area dell’ex-filanda, in cui è prevista la realizzazione di edilizia residenziale e di spazi pubblici articolati in percorsi e aree a verde;
  • la Cascina Grangia, di cui si prevede il restauro dei corpi interni antichi - anche in considerazione del vincolo apposto nel 1993 dalla Sovrintendenza - e il risanamento conservativo e la ristrutturazione edilizia per gli altri;
  • aree occupate da edifici produttivi di non rilevante importanza o in disuso e aree libere degradate per cui si propone una ‘ricucitura’ con il tessuto edilizio esistente (attraverso la ricostruzione su fronte strada e la chiusura di fronti ciechi, indicando le altezze da rispettare), e infine, in generale, il risanamento e la valorizzazione del tessuto storico del borgo.

L’intero progetto oltre alla ricomposizione urbana vuole favorire il recupero sociale e ambientale del borgo attraverso la sistemazione di aree degradate, il risanamento di corsi d’acqua, la riqualificazione degli orti, il ripristino dell’ex-laghetto sulla via Sant’Arialdo, il recupero degli edifici e manufatti storici (es.: il vecchio lavatoio) e la creazione di spazi pubblici (piazze e giardini) promuovendo anche la valorizzazione di percorsi pedonali.

 

 

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