I vicini d’Europa
Un progetto europeo per rivitalizzare gli spazi pubblici con la partecipazione dei cittadini e delle comunità. Ne fa parte Milano, insieme a Bruxelles, Belfast e Lione Lo spazio urbano si sviluppa sempre più esprimendo differenti modi di vivere e funzioni e da tempo ormai i cittadini e le comunità vogliono avere un ruolo attivo nelle scelte e nelle decisioni sulla struttura anche fisica della città (la cosiddetta “urbanistica partecipata”). Che cosa significa allora lo spazio – in particolare lo spazio pubblico, urbano – per il cittadino, in relazione ad ambiti privati o intimi? È un po’ partendo da questa domanda che sono nate in Europa e anche in Italia esperienze partecipate di gestione dello spazio pubblico - che vanno dall’accessibilità delle case, alla strada per andare a scuola o all’ufficio, dal percorso pedonale alla pista ciclabile, dal giardino della scuola alla piazza del quartiere. E sono divenute tanto più significative quando si sono abbinate a più ampi interventi di riqualificazione proposti dall’autorità pubblica (“quartieri in crisi” francesi, “piani d’azione zonali per la salute” inglesi, fino ai nazionali “contratti di quartiere”). In questi casi, mentre l’intervento pubblico ha assicurato la ristrutturazione e la riqualificazione fisica generale, l’intervento degli abitanti o della comunità ha spesso introdotto soluzioni efficaci, innovative e sostenibili, dando una risposta più adeguata a problemi specifici: l’incontrarsi, la sicurezza dell’ambiente, le difficoltà di relazione tra generazioni, l’inquinamento, il rumore, l’anonimato. Frutto di questa consapevolezza è il programma Interreg III, destinato a promuovere e rafforzare, con un’azione di partenariato tra diverse città europee, metodologie di partecipazione dei cittadini applicate alla rivitalizzazione di quartieri e allo sviluppo dei legami tra la salute e l’ambiente. In particolare, il progetto “I vicini d’Europa” vede quattro partner, appartenenti a quattro diversi paesi: Bruxelles, capofila e presentatore del progetto, Belfast, Lione e Milano.
Il progetto ha durata triennale (è stato avviato nel giugno 2004 e terminerà a fine 2007) e il suo focus è il lavoro comune con i partner europei, per la creazione di nuovi strumenti e approcci alla salute urbana, dove la cooperazione interregionale è al contempo motore per la sperimentazione locale e luogo privilegiato del confronto internazionale. Tutto questo, secondo l’inquadramento di Città Sane dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, network creato nel 1988 e che raggruppa più di 1.100 città in 29 paesi europei, di cui Milano fa parte. Alcune di queste città si riuniscono in gruppi (Cities Action Group) per elaborare, mettendo in comune esperienze e competenze, strategie su temi di particolare importanza. Il capoluogo lombardo è capofila del Cities Action Group per l’attività sperimentale di Pianificazione urbana per la salute (Healthy Urban Planning) ed è incaricata dall’OMS di studiare, con altre 15 città e con i propri esperti, nuove coniugazioni tra la gestione dello spazio urbano e i bisogni della comunità, mettendo a punto modelli di intervento nei quali l’obiettivo di produrre più salute e più qualità della vita è integrato ai processi decisionali ed è il risultato finale dei progetti urbanistici. Per quanto riguarda Milano leader del gruppo, in particolare, questo ha portato, a partire dal triennio 2000-2002, a un lavoro congiunto tra la Direzione Pianificazione Urbana e la Direzione dei Servizi Sociosanitari, percorso che ha visto anche la collaborazione del Politecnico di Milano con il Dipartimento Architettura e Pianificazione. “I nostri obiettivi nel partecipare a Interreg “Vicini d’Europa” sono molteplici”, spiega Laura Donisetti, Coordinatore del programma Città Sane per il Comune di Milano e responsabile operativo del progetto: “definire e produrre marchi ecologici o di qualità per implementare più facilmente linee guida per lo sviluppo locale; sperimentare metodi e procedure di coinvolgimento degli abitanti nella pianificazione di azioni che favoriscono lo sviluppo locale; promuovere una più ampia partecipazione della società civile e alleanze tra pubblico e privato per realizzare gli obiettivi della Città Sana; aumentare la sicurezza e la salute; delineare obiettivi di salute e ambiente e politiche settoriali per la Comunità Europea”. L’appartenenza al network Città Sane di tre dei quattro partner del progetto “I vicini d’Europa” (Milano, Bruxelles, Belfast) fornisce strategie e metodi sia per la capacità d’analisi dei contesti di lavoro scelti sia per le modalità di costruzione dei progetti di partecipazione e il loro contenuto. “Dalle politiche trasversali secondo il modello Città Sane/OMS”, spiega Donisetti, “ovvero processi di miglioramento ed elaborazione di nuovi strumenti, al confronto tra le pratiche attivate e i risultati ottenuti dalle quattro città, in una prospettiva che considera i bisogni di formazione degli operatori, fino all’emergere di nuove strategie per politiche per lo sviluppo sostenibile in ambito urbano; senza dimenticare la solidarietà e scambi di sapere tra più città”. I progetti delle città partner hanno i seguenti caratteri comuni: - sperimenteranno in uno o due perimetri cittadini la messa in opera di programmi di sviluppo sostenibile basandosi sul patrimonio e sulle risorse umane esistenti nell’area
- lavoreranno su uno spazio pubblico condiviso da vari gruppi sociali, del quale si metterà a punto la gestione, l’utilizzo e la funzione
- concretizzeranno pratiche di cittadinanza attiva per produrre un senso collettivo e contribuire allo sviluppo di un’attitudine civica degli abitanti
- troveranno metodi di partecipazione stabile degli attori locali così da realizzare la sostenibilità dell’intervento
- sperimenteranno politiche trasversali orizzontali e verticali
Città sane è anche una Rete Italiana che ha cominciato a essere operativa nel 1995, costruendosi proprio intorno alle città progetto dell’OMS, e nel 2000 si è rifondata cone associazone. Quasi tutte le città capoluogo di provincia italiane partecipano alla Rete e s’incontrano periodicamente per confrontare il proprio lavoro e costruire insieme l’approccio innovativo dei comuni italiani per la salute. Per quanto riguarda Milano, i due progetti su cui si sta lavorando sono quelli del Parco Vettabbia e del Villaggio Barona.
|