Una pista ciclopedonale tra Rogoredo e Chiaravalle
Domenica 1° marzo 2009, in occasione della "Seconda giornata delle ferrovie dimenticate", è stato presentato uno studio di fattibilità per il recupero del tracciato Milano-Rogoredo/Chiaravalle.
Tale studio è stato nuovamente presentato nel corso di una serata dal titolo "Dai binari alle due ruote", svoltasi mercoledì 25 marzo presso l'Abbazia di Chiaravalle, alla quale sono intervenuti parecchi cittadini del borgo, attirati da un tema che li tocca ovviamente molto da vicino.

L'incontro, dedicato al progetto di una pista ciclopedonale sulla ex
ferrovia da Rogoredo a Chiaravalle e oltre, ha visto la presenza di
Pietro Mezzi, Assessore provinciale al Territorio e parchi, Mobilità
ciclabile, Agenda 21 e Diritti degli animali, e dell'architetto Fabio
Lopez Nunes, che ha illustrato il progetto dal punto di vista tecnico.
Mezzi ha infatti avviato il progetto MiBici per adattare alle
bicicletta 1.200 chilometri di percorsi centrati su città e hinterland,
da aggiungere ai 2.200 di piste ciclabili esistenti: un piano decennale
che disegna una rete complessiva su tutto il territorio provinciale. In
tal modo, il progetto sull’ex ferrovia diventerebbe il primo tratto di
un percorso ciclopedonale per collegare Chiaravalle e Mirasole, due tra
le abbazie più belle del Sudmilano.
La proposta di tracciato si sviluppa a partire da via Sant'Arialdo,
appena oltre il sottopassaggio dell’autostrada a due passi dalla
stazione di Rogoredo. Per i primi 450 metri circa la pista dovrà
correre a fianco dei binari ferroviari ancora attivi, poi potrà
insediarsi su un tracciato rettilineo fino a superare l’ex passaggio a
livello di Chiaravalle e attestarsi in fianco al parcheggio
dell’abbazia, per una lunghezza totale di circa 1.600 metri. Dopo
Chiaravalle, il percorso dovrebbe proseguire lungo i binari dismessi
fino a Poasco: complessivi 3,5 km, al costo di 1 milione e 570.000 euro.
A Poasco si prevede di continuare utilizzando una strada campestre che
fiancheggia i campi di golf e poi la Tangenziale Sud., poi da lì esiste
già un sottopasso all'autostrada e poi un sovrappasso alla variante
esterna di Opera che porta alla Abbazia di Mirasole. Il percorso
completo è di circa 9 km.

Nel primo tratto si rende necessario ristrutturare il sottopassaggio
attualmente non a norma, poiché presenta un restringimento poco
illuminato che sarebbe a rischio per l’utenza ciclistica (tra l'altro,
in attesa di un rifacimento, la proposta è di una migliore
illuminazione e un semaforo a senso unico alternato) e spostare di tre
metri la via Sant’Arialdo sul sedime comunale dell’ex Porto di mare,
per ricavare lo spazio per la pista ciclabile.
Nel tratto ferroviario la proposta prevede una pista ciclopedonale
di 4 metri di larghezza, formata da una pavimentazione bitumata e un
microtappeto all’ossido di ferro. Tale larghezza consentirebbe il
transito sicuro dei ciclisti da una parte e dei pedoni dall’altra. La
residua porzione del sedime ferroviario potrebbe essere destinata alla
realizzazione di un doppio filare e siepi, in armonia con le
prescrizioni del Parco regionale. In prossimità dell’abbazia di
Chiaravalle, nell’intersezione tra la strada e il sedime ferroviario,
viene prevista la demolizione dell’esistente sottopasso che permette la
realizzazione di due rami di pista ciclabile a raso, che mettono in
raccordo l’abbazia da una parte e il centro abitato di Chiaravalle
dall’altro.
"Si tratta" ha sottolineato l'assessore Mezzi (uscente, visto che ci
saranno a breve le elezioni) "di una proposta, che ovviamente deve
essere raccordata con gli altri progetti in essere su Chiaravalle, a
cominciare da quello di Metrobosco, e che richiede l'accordo con RFI,
ovvero Rete ferroviaria italiana, proprietaria del sedime ferroviario,
alla quale la Provincia ha chiesto, il 23 aprile 2008, la concessione
delle aree in comodato (dunque gratis) per una pista larga 3-4 metri.
Le Ferrovie hanno dato la loro disponibilità a cedere il terreno, ma
verosimilmente in diritto di superficie, e stiamo dunque ancora
lavorando a un accordo di programma che possa coinvolgere la Provincia,
i comuni di Milano, San Donato e Opera, Rfi, Parco Sud e la società
Milano-Serravalle, visto che il percorso ciclopedonale si collegherebbe
alle piste ciclabili costruite lungo le tangenziali est e ovest."
Sogno o realtà? Resta il fatto che… tutto è rimesso in questione anche dalle prossime elezioni provinciali. Speriamo in bene.
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