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Non si conosce la
data precisa della sua costruzione, che gli studiosi fanno risalire
agli anni 1329-40, opera probabilmente di Francesco Pecorari.
Dall'intreccio del transetto sale il robusto tiburio ottagonale che delimita e rinserra all'interno la cupola.
Su
di esso si eleva la torre vera e propria in due zone digradanti, pure
ottagonali e di diversa altezza. Da una corona balaustrata si lancia
verso il cielo la cuspide conica che raggiunge un altezza totale dal
suolo di 56,28 metri, croce compresa.
Bifore, trifore e
quadrifore formate da 80 colonnine bianche di marmo di Candoglia
impaginano le piccole pareti della torre creando un vero intarsio
cromatico, con il tocco di raffinatezza finale costituito da un giro di
monofore in cotto.
La torre viene chiamata Ciribiciaccola, da una filastrocca popolare in dialetto milanese:
Sul pont de Ciaravall
gh'è ona ciribiciaccola
con cinqcent ciribiciaccolitt.
Val pusè ona ciribiciaccola
o cinqcent ciribiciaccolit?
Sul
ponte di Chiaravalle / c'è una ciribiciaccola / con cinquecento
ciribiciaccolini. / Vale più una ciribiciaccola / o cinquecento
ciribiciaccolini?
I ciribiciaccolini probabilmente sono i frati dell'abbazia o le colonnine della torre.
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