Home arrow Chiaravalle arrow Il territorio arrow Il Parco Sud
Il Parco Agricolo Sud Milano Crea PDF Stampa la pagina Invia ad un amico

Il Parco Agricolo Sud Milano è un parco regionale istituito in  esecuzione della l.r. 23 aprile 1990 n.24, e ha sede presso la Provincia di Milano, Ente Gestore del Parco.

Mappa dei comuni del Parco Agricolo Sud Milano 

Il Parco si estende per 47mila ettari e copre un terzo del territorio provinciale. I Comuni che ne fanno parte sono 61 (Albairate, Arluno, Assago, Bareggio, Basiglio, Binasco, Bubbiano, Buccinasco, Calvignasco, Carpiano, Casarile, Cassina de'Pecchi, Cernusco sul Naviglio, Cerro al Lambro, Cesano Boscone, Cisliano, Colturano, Corbetta, Cornaredo, Corsico, Cusago, Dresano, Gaggiano, Gorgonzola, Gudo Visconti, Lacchiarella, Liscate, Locate Triulzi, Mediglia, Melegnano, Melzo, Milano, Noviglio, Opera, Pantigliate, Paullo, Pero, Peschiera Borromeo, Pieve Emanuele, Pioltello, Pregnana Milanese, Rho, Rodano, Rosate, Rozzano, S.Donato Milanese, S.Giuliano Milanese, Sedriano, Segrate, Settala, Settimo Milanese, Trezzano sul Naviglio, Tribiano, Vanzago, Vermezzo, Vernate, Vignate, Vittuone, Vizzolo Predabissi, Zelo Surrigone, Zibido S.Giacomo) e i confini del Parco sono delimitati, a cura dell'Ente Gestore, da tabelle con la scritta "Parco Agricolo Sud Milano".

Gli abitanti di questi 61 Comuni, sommati insieme, superano i 3 milioni di abitanti e questo significa", precisa Bruna Brembilla, presidente del Parco nonché Assessore Provinciale all'ambiente, risorse naturali e idraulica, cave e Parco Sud "tre milioni di persone che appartengono, spesso inconsapevolmente, a una stessa comunità, unita dalla storia e da una precisa vocazione – quella di zona agricola straordinariamente produttiva e di polmone verde – utile e necessaria alla pianura lombarda e alla stessa città di Milano".

La storia di questa vocazione è molto antica. È a partire dal Medio Evo che l'uomo, in questo territorio, ha iniziato a darsi da fare per modificare e rendere fecondi luoghi che la natura aveva già fatto belli, ma poco ospitali. Un lento e paziente lavoro, dei monaci per primi, ha costruito nei secoli un paesaggio che è tipico e unico al mondo, fatto di reti d'acqua che si alternano alla disposizione regolare dei campi. Fiumi, canali, colatori, fontanili, marcite, un patrimonio naturale costituito da un insieme di piccole e medie aree disseminate su tutto il territorio del Parco, alcune delle quali oggi sono riserve naturali e sono state inserite fra i SIC (Siti di Importanza Comunitaria) all'interno della rete europea Natura 2000. E poi le abbazie e le cascine, sentinelle della pianura che spiegano lo straordinario sviluppo economico di quest'area agricola, perché testimoniano la secolare presenza dell'uomo che tenacemente e costantemente ha operato per regolare e modellare il corso delle acque, valorizzandone nei secoli l'utilizzo per fini agricoli, e sfruttandone la funzione di vie di commercio e di traffico.

"Oggi la responsabilità di chi abita nel Parco e di chi lo gestisce è quella di salvaguardare e tutelare questa ricchezza, questo insieme inedito (si tratta di un caso forse unico a livello europeo) di elementi naturali, storici ed economici, cercando di rispondere nel migliore dei modi anche alla domanda sempre più forte di spazi aperti, fruibili e ricchi di valori culturali. Un compito importante e difficile, ma possibile, perché il Parco Agricolo Sud Milano c'è già, paradossalmente inserito nell'area metropolitana più sviluppata del Paese, e chiede soltanto di essere conosciuto, prima ancora che valorizzato. Anzitutto da chi lo abita".

Le finalità del Parco, in considerazione della prevalente vocazione agro-silvo-colturale del territorio a confine con la maggior area metropolitana della Lombardia, sono:

a) la tutela e il recupero paesistico e ambientale delle fasce di collegamento tra città e campagna, nonché la connessione delle aree esterne con i sistemi di verde urbani;
b) l'equilibrio ecologico dell'area metropolitana;
c) la salvaguardia, la qualificazione e il potenziamento delle attività agro-silvo-colturali in coerenza con la destinazione dell'area;
d) la fruizione colturale e ricreativa dell'ambiente da parte dei cittadini.

"E' un Parco che intreccia, in un'esperienza forse unica a livello europeo, motivi di salvaguardia e tutela del territorio con la difesa di una funzione economica come quella agricola che ha segnato la storia dello sviluppo economico di quest'area", sottolinea Brembilla, "un Parco che deve tenere conto di una domanda sociale sempre più ampia o alla ricerca di spazi aperti, fruibili e ricchi di significativi valori culturali, il tutto in un contesto di area metropolitana tra le più sviluppate del Paese. Un territorio che già a partire dal Medio Evo ha visto l'uomo operare modificandone la qualità del paesaggio, un "paesaggio costruito" come scriveva il Cattaneo, a cominciare dalle opere idrauliche e dall'utilizzo della risorsa acqua di cui è ricca questa provincia".

L'opera dell'uomo si è sforzata costantemente di regolare e modellare il corso delle acque valorizzandone il suo utilizzo a fini militari, agricoli, di vie di commercio e di traffico. Nel corso dei secoli il territorio si è andato organizzando attorno a questa risorsa primaria: in principio furono le Abbazie (Chiaravalle, Mirasole, Viboldone), poi vennero i castelli (Rocca Brivio, Melegnano, Bussero, Cusago), in epoche più recenti Ville e Cascine (Villa Invernizzi, Villa Ca' Resta, Cascina Grande), l'ultimo secolo un'edilizia brutta e disordinata oltre all'inquinamento diffuso delle acque, al degrado di vaste aree ai margini dei centri abitati.

"Il nostro riscatto come uomini contemporanei incomincia proprio attraverso il lungo e contraddittorio percorso che porta negli anni Sessanta all'individuazione dell'idea di Parco, negli anni Settanta e Ottanta al suo sviluppo da concetto a strumento legislativo-amministrativo, negli anni Novanta all'affermazione legislativa ed ai primi passi per dotarsi come Parco di strumenti gestionali fondamentali allo sviluppo di iniziative volte a recuperare e valorizzare il territorio. Obiettivo fondamentale è il governo dello sviluppo entro criteri di compatibilità ambientale e nel rispetto della sua vocazione agricola, prima compito impossibile proprio in assenza di un strumento unitario come il Parco stesso".

Per ulteriori informazioni: www.provincia.milano.it/parcosud

 

 

Associazione Borgo di Chiaravalle - via San Bernardo, 42 - 20139 Milano - CF 97429630151 - Sito realizzato da Geko Design & Blogyourweb - © 2007