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La comunità monastica attuale di Chiaravalle conta attualmente una dozzina di monaci, guidati dal priore padre Bernardo. Una comunità molto piccola, se si pensa alla storia che la precede, e che risale al XII secolo.
Del primo abate di Chiaravalle non si ha notizia prima del 1138, e proprio l’assenza dell’abate per i primi quattro anni è la ragione che induce alcuni studiosi a sostenere la tesi del lento avviarsi architettonico del monastero. Il nome del primo abate è Brunone, nominato anche in una Bolla di Innocenzo II con la quale si pone l’abbazia del Cerreto sotto quella di Chiaravalle.
Dal 1443 al 1465 l’abbazia viene data in Commenda e, in seguito, vi si insediano i Fratelli Toscani, su pressione del Commendatario Giulio de’ Medici (futuro Clemente VII). I Cistercensi tornano nel 1474 e nel 1497 l’abbazia entraq nella Congregazione Italiana di San Bernardo, diventandone presidente proprio il suo abate.
Soppressa il 13 maggio 1798 dalla Repubblica Cisalpina, i moaci sono costretti a lasciare Chiaravalle. Nel 1952, grazie all’intervento del Cardinale Schuster, allora arcivescovo di Milano, i Cistercensi possono tornare e oggi la chiesa è parrocchia.
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