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1. Titolo della proposta
CHIARAVALLE PATRIMONIO DELL’UMANITÀ
Azioni integrate di sviluppo locale mirate a restituire unità paesistica, territoriale e abitativa all’originario nucleo insediativo monastico costituito da Abbazia di Chiaravalle, Cascina Grangia e Borgo di Chiaravalle
2. Dati identificativi del proponente
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Soggetto proponente (o soggetto capofila nel caso di più proponenti)
- Denominazione: Associazione Borgo di Chiaravalle insieme ad altri attori pubblici e privati e con la promozione della Direzione Centrale Sviluppo del Territorio – Settore Progetti Strategici – Servizio Progetti d’Interesse Ambientale del Comune di Milano e della Direzione Generale Territorio e Urbanistica della Regione Lombardia persona fisica di riferimento: Alessandra Callegari (presidente dell’Associazione Borgo di Chiaravalle)
3. Declinazione del tema dell’abitabilità cui la proposta si riferisce
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Abitare /x/
- Muoversi e respirare /x/
- Condividere spazi /x/
- Fare e fruire cultura /x/
- Promuovere un nuovo welfare locale /x/
- Innovare e fare impresa /x/
4. Descrizione della proposta
Il problema affrontato è l’attuale situazione di degrado sociale, culturale e ambientale del Borgo di Chiaravalle, che meriterebbe di essere valorizzato come uno dei maggiori gioielli non solo di Milano ma d’Italia mentre è ridotto a mero dormitorio per i suoi abitanti, esposto a problemi di ordine pubblico (presenza di insediamenti di rom nelle immediate vicinanze, zona di spaccio, microcriminalità), ambientale (presenza di orti urbani non regolamentati, discariche pubbliche), viabilistico (mancanza di un collegamento efficace con la città, carenza di trasporti tra il Borgo e la vicina stazione di Rogoredo), culturale (degrado di edifici storicamente rilevanti come l’Abbazia di Chiaravalle e la Cascina Grangia, coeva dell’Abbazia), sociale (mancanza di servizi adeguati per la popolazione più bisognosa, come i bambini, gli adolescenti e gli anziani).
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Obiettivi e contenuti della proposta
Obiettivo generale della proposta è la co-progettazione - in forma condivisa con le istituzioni, i cittadini e la comunità monastica di Chiaravalle - del territorio del Borgo e dell’Abbazia nella sua originale unitarietà, nell’ambito di un progetto di più ampio respiro che incida in maniera significativa sul territorio stesso, intervenendo a sanare le situazioni di degrado esistenti.
La riconquista dell’unità Abbazia/Borgo può essere vista come un elemento fondamentale all’interno di un processo che miri a ridare a Chiaravalle la dignità che merita, e una straordinaria occasione per configurare questo luogo come dotato di un’elevatissima qualità della vita e fruitiva, non solo per i suoi abitanti ma per tutti i milanesi, meritevole di essere riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.
L’unità paesistica, territoriale e abitativa del nucleo insediativo monastico costituito dall’Abbazia duecentesca e dal Borgo venutosi a creare nei secoli intorno alla Cascina Grangia si è perduta inizialmente con la costruzione, nella seconda metà dell’Ottocento, della linea ferroviaria Milano-Pavia (che ha comportato, oltre alla distruzione del chiostro bramantesco dell’Abbazia, anche la rettifica del corso della Vettabbia).
Il Borgo e i suoi abitanti sono stati confinati da allora in una sorta d’ambito residuale, che in quanto tale ha vissuto un progressivo degrado sociale, culturale e ambientale. La situazione si è aggravata ulteriormente quando negli anni Venti il Borgo, ricco di una propria municipalità, è stato accorpato al Comune di Milano. Quello che era stato un esempio magistrale d’insediamento territoriale, voluto da Bernardo e dai cistercensi, è diventato una periferia degradata, vissuta sempre più come dormitorio dai suoi abitanti.
Oggi si presentano invece delle grandi opportunità nel e intorno al Borgo:
- la possibile dismissione del sedime ferroviario, dovuto alla realizzazione della nuova linea Milano-Pavia più a sud di quella attuale
- un rinnovo d’attenzione generalizzato per le valenze monumentali del complesso dell’Abbazia, all’interno del quale sono in corso significative opere di restauro;
- le previsioni di interventi di riqualificazione di spazi pubblici nel Borgo da parte dell’Amministrazione Comunale;
- il perfezionamento dei progetti relativi alle zone omogenee B2 del Piano Regolatore Generale di Milano, ove alcuni ambiti di particolare rilievo sono adeguatamente valorizzati e dove è previsto il risanamento e la valorizzazione del tessuto storico del Borgo di Chiaravalle per favorirne non solo la ricomposizione urbana ma anche il recupero sociale e ambientale.
Indicatori significativi di tale ripresa del Borgo sono gli investimenti in essere da parte di privati, che potrebbero però, per altri versi, ove non opportunamente integrati all’interno di un progetto unitario di riqualificazione, compromettere la potenzialità di risorsa e di sviluppo configurata da permanenze monumentali come la Cascina Grangia posta all’interno del Borgo.
Inoltre la realizzazione del Parco della Vettabbia, nato come progetto d’inserimento ambientale del primo depuratore di Milano nell’area di Nosedo e sviluppatosi progressivamente in un articolato progetto di sviluppo locale integrato e sostenibile, a opera di vari attori pubblici e privati e di soggetti locali, rappresenta un’ulteriore occasione di valorizzazione del Borgo di Chiaravalle e costituisce la ‘cerniera’ ideale tra Borgo stesso e città.
A tal proposito è importante segnalare che il progetto Parco della Vettabbia costituisce uno dei due case studies milanesi compresi nel Programma Interreg III C “Vicini d’Europa”, promosso dalle città di Milano, Lione, Bruxelles e Belfast e finalizzato al confronto e valorizzazione di buone pratiche di costruzione dello spazio pubblico con il coinvolgimento delle comunità locali. A tale progetto partecipa attivamente l’Associazione Borgo di Chiaravalle, soggetto proponente dell’Idea Progettuale qui presentata, oltre che co-proponente della proposta di Buone Pratiche presentata dal Comune di Milano e altri, dal titolo “Costruire una comunità per mettere in opera il Parco della Vettabbia”.
Poiché il valore della presente Idea Progettuale ruota attono alla condivisione del progetto, la molteplicità di attori coinvolti intende sviluppare di concerto un Accordo Quadro di Sviluppo territoriale che si configuri come un processo di programmazione negoziata alla luce della L.R. 2/2003 della Regione Lombardia, e che coinvolga le varie istituzioni, non solo il Comune di Milano e la Regione Lombardia, ma anche la Provincia di Milano quale Ente Gestore del Parco Agricolo Sud Milano.
Principali destinatari dell’Idea Progettuale proposta sono gli abitanti del borgo di Chiaravalle, ma anche i cittadini delle zone 4 e 5, la prima in quanto immediatamente confinante con il Borgo e la seconda perché esso vi afferisce dal punto di vista del decentramento cittadino; gli abitanti dell’intera città di Milano e dell’area metropolitana – a cominciare dai vicini comuni di San Donato Milanese, San Giuliano Milanese, Opera -; gli estimatori e i frequentatori dell’Abbazia di Chiaravalle, che trarrà beneficio dalla riqualificazione del contesto paesistico-ambientale; e tutti i soggetti – anche non residenti - portatori di interessi sociali e/o economico-imprenditoriali in zona.
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Motivazioni della scelta delle declinazioni del tema dell’abitabilità
Abitare
La proposta mira a ridare una buona qualità della vita agli abitanti del Borgo, favorendo in primo luogo una modalità dell’abitare e del vivere il quotidiano che oggi è compromessa; la riunificazione del Borgo con l’Abbazia, con le successive valorizzazioni urbanistiche e dei servizi, attiverebbe un meccanismo virtuoso anche in termini di ritorno a Chiaravalle da parte di cittadini che se ne sono allontanati.
Muoversi e respirare
La realizzazione di una connessione tra Abbazia e Borgo, con un percorso ciclopedonale da progettare in attraversamento della Vettabbia tra la piazza del Borgo e la parte absidale dell’Abbazia e il riordino dell’ambito oggi impropriamente utilizzato da orti urbani, e il conseguente collegamento con il percorso ciclopedonale già in parte realizzato nel vicino Parco della Vettabbia consentirebbero la creazione di un “percorso verde” fruibile dagli abitanti del Borgo e dai cittadini delle zone vicine – e non solo - con evidente beneficio della salute di tutti.
Condividere spazi
La possibilità di muoversi liberamente tra Abbazia e Borgo, senza il pericolo rappresentato dall’attuale passaggio a livello e dai sottopassaggi esistenti, non illuminati e percepiti come non sicuri da un larga maggioranza degli abitanti, consentirebbe una maggiore mobilità e una migliore fruizione degli spazi esistenti, creandone altri al limitare del Borgo con appropriati interventi di riordino.
Fare e fruire cultura
Chiaravalle ha un valore storico e culturale che supera di gran lunga i confini di Milano e rappresenta un esempio mirabile d’organizzazione territoriale operata dai monaci cistercensi dell’Abbazia, che ha portato tra l’altro alla creazione di un paesaggio e di un sistema agrario unitario, che tanto ha dato allo sviluppo della città.
La storia di Milano molto deve a Chiaravalle e all’Abbazia, che per secoli ha svolto un ruolo trainante sul piano culturale per tutta la regione, oltre a essere uno straordinario monumento architettonico che merita di essere valorizzato e fatto apprezzare non solo in tutta Italia ma nel mondo.
La riunificazione Abbazia/Borgo cui mira a medio-lungo termine la proposta ha come obiettivo più ampio quello di arrivare a far riconoscere Chiaravalle, meritatamente, come Patrimomio dell’Umanità dall’Unesco.
Promuovere un nuovo welfare locale
Gli obiettivi a medio-lungo termine cui mira la presente proposta sono specificamente volti alla promozione di un nuovo welfare locale, in cui la comunità degli abitanti può trovare all’interno del Borgo tutta una serie di spazi e di servizi finalizzati al benessere inteso nell’accezione più ampia del termine. Chiaravalle rappresenta la possibilità oggi pressoché unica di vivere alla periferia di una metropoli come Milano – con tutte le potenzialità che questo comporta sotto ogni punto di vista -, ma trovandosi nel contempo in una zona privilegiata dal punto di vista ambientale e storico-culturale, grazie alla presenza di un’area verde di oltre 100 ettari come il Parco della Vettabbia, all’Abbazia con la sua comunità monastica, al Borgo stesso una volta ristrutturate le aree più significative a cominciare dalla Cascina Grangia.
Innovare e fare impresa
Lo sviluppo di nuovi modelli di partenariato tra soggetti pubblici, privati e del privato sociale che possono collaborare – come già sta avvenendo – a Chiaravalle, nell’obiettivo comune di valorizzare il Borgo, è un interessante esempio di una nuova, intelligente modalità di fare impresa. I soggetti privati oggi coinvolti negli interventi di riqualificazione del Borgo stanno operando delle scelte che richiedono un atteggiamento imprenditoriale ‘illuminato’, volto alla realizzazione di opere e strutture perfettamente armonizzate con le necessità e i servizi richiesti dalla popolazione, sulla base di una condivisione d’intenti e di co-partecipazione con le realtà associative presenti nel Borgo.
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Carattere innovativo della proposta
Il carattere innovativo della proposta consiste nel tentativo di creare, per la prima volta, una progettazione condivisa tra i cittadini e la comunità monastica di Chiaravalle e le istituzioni, sviluppando nuovi e innovativi modelli di partenariato tra soggetti pubblici, privati e del privato sociale, per arrivare a riconsiderare il territorio del Borgo e dell’Abbazia nell’ambito di un progetto di più ampio respiro che incida in maniera significativa sul territorio stesso.
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Livello d’ integrazione della proposta con altre iniziative
La proposta s’integra perfettamente con altre a essa strettamente correlate: in particolare la proposta di Buone Pratiche presentata dal Comune di Milano e altri soggetti istituzionali e attori locali, dal titolo “Costruire una comunità per mettere in opera il Parco della Vettabbia”, di cui l’Associazione Borgo di Chiaravalle è co-proponente, e quella presentata dall’Associazione Nocetum, dal titolo “Contemplare e respirare il verde in città”.
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Generatività della proposta
Facendo riferimento allo Scenario Strategico di Riqualificazione Paesistica del Basso Milanese del Progetto L.O.T.O. (Landscape Opportunities for Territorial Organization) coordinato dalla Direzione Generale Territorio e Urbanistica della Regione Lombardia, la proposta si propone di sviluppare in modo ampiamente partecipato un progetto locale di qualità della vita Borgo-Abbazia, che possa essere trainante per dare soluzione ai vari problemi che affliggono il Borgo.
Tra le indicazioni d’intervento a medio-lungo termine segnaliamo ad esempio: eliminare il passaggio a livello attualmente esistente in mezzo al borgo; drenare il traffico pesante dal Borgo; realizzare parcheggi perimetrali; creare un collegamento adeguato con il centro città al perimetro del Borgo, dove potrebbe attestarsi una stazione di metropolitana leggera in comunicazione con la stazione di Rogoredo; connettere Abbazia e Borgo con un percorso ciclopedonale da progettare in attraversamento della Vettabbia tra la piazza del Borgo e la parte absidale dell’abbazia, con il riordino dell’ambito oggi impropriamente utilizzato da orti urbani; sviluppare la polarizzazione tra Abbazia e Parrocchia, individuando uno spazio fisico adeguato per le funzioni parrocchiali nel Borgo, fuori dal perimetro abbaziale; creare spazi per laboratori artistici e culturali; spazi di servizi per la socialità; spazi di gioco per i bambini e di aggregazione per i giovani; spazi di benessere e relax soprattutto per gli anziani.
5. Il sistema degli attori
Vengono indicati come promotori e/o partner della presente proposta una serie di attori, già coinvolti in precedenti iniziative rispondenti allo spirito del Bando di Concorso, tra i quali:
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Comune di Milano (Direzione Centrale Sviluppo del Territorio - Settore Progetti Strategici - Servizio Progetti d’Interesse Ambientale) (promotore)
- Regione Lombardia (Direzione Generale Territorio e Urbanistica) (promotore)
- Provincia di Milano, Ente Gestore del Parco Agricolo Sud Milano
- Consigli di Zona 5 e Zona 4
- Milanodepur S.p.A. (Concessionario Gestore del Depuratore di Nosedo)
- Comunità Monastica dell’Abbazia di Chiaravalle
- Associazione ARCI-Pessina
- Banca del Tempo Milano Sud
- Comunità Il Lucerniere
- Associazione Nocetum
- Associazione Culturale Italiana Medievale
- Compagnia di Chiaravalle
- Schola Gregoriana Mediolanensis
- Associazione Gruppo Volontari
- Gruppo Sportivo San Bernardo
- Associazione Milano Sud
- Immobiliare Alinova s.r.l.
- La Nuova Edilizia s.p.a.
- Strade Bianche s.a.s.
- Locanda
- Chiaravalle
Tali soggetti hanno già avuto modo in occasioni diverse di promuovere e/o di partecipare alla organizzazione di eventi che hanno avuto come protagonista il Borgo di Chiaravalle, oltre che il vicino Parco della Vettabbia, e con essi è in corso un sempre maggiore coinvolgimento, al quale è prevedibile che si aggiunga quello di ulteriori associazioni, enti pubblici e privati.
6. Costi e finanziamento
L’eventuale finanziamento della proposta sarà finalizzato allo svolgimento delle seguenti attività:
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accompagnamento esperto alla co-progettazione della riunificazione in unità paesistico-abitativa di Abbazia/Borgo di Chiaravalle in modo tale che sia possibile definire il progetto con la condivisione ampia che sola può garantire la sua realizzazione;
- ideazione e realizzazione di forme e strumenti di comunicazione diversificati tendenti al raggiungimento del maggior livello di partecipazione possibile, dal miglioramento dell’attuale sito web dedicato a Chiaravalle (realizzato finora in modo volontaristico) con annesso forum, alla realizzazione di incontri finalizzati a creare una sempre maggiore sensibilità da parte dei cittadini, alla diffusione di newsletter dedicate al Borgo di Chiaravalle e ai suoi progetti, ad azioni divulgative come l’organizzazione di eventi, dibattiti, seminari.
Tali attività si dovranno svolgere nel corso dei prossimi due anni e per esse sono prevedibili i seguenti costi:
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18.000 euro per attività d’accompagnamento della co-progettazione del progetto (9.000 per primo anno; 9.000 euro per secondo anno);
- 24.000 euro per attività di comunicazione adeguate, con la gestione del sito web comprensivo di forum, newsletter, eventi (12.000 per primo anno; 12.000 euro per secondo anno).
Costo complessivo della proposta: 42.000 euro eventualmente scorporabili.
7. Indice degli allegati tecnici
Tavola illustrativa in formato A1 come da istruzioni del Bando di Concorso.
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